Può sembrare strano che il primo progetto, proposto durante l’assemblea del CAI nel novembre 1873, riguardasse un rifugio alla Piana del Ponte, in alta Valsessera.
All’epoca, per raggiungere la Valsesia, il percorso per il Bocchetto Sessera e quello della Boscarola era il più breve, e perciò molto frequentato, ma per il momento non se ne fece nulla.
Poco dopo, nel 1877 l’albergatore valsesserino Enrico Machetto, avendo aperto alla Piana del Ponte una locanda, chiese al Club Alpino di addobbare una stanza da riservare ai viaggiatori. Fu concesso un sussidio, e quello si può considerare il primo rifugio biellese.
Ma la storia della Piana del Ponte è ancora più antica ed è legata al sito dell'Argentera dove gli scavi archeologici hanno messo in luce un edificio protoindustriale eretto all'inizio del XVIII secolo per iniziativa del governo sabaudo. L'immobile serviva per il trattamento del piombo argentifero (galena) estratto nella miniera dell' Argentera superiore. Terminato il processo di arricchimento meccanico il minerale veniva trasportato alla fonderia della Piana del Ponte, dove funzionava un complesso insediamento metallurgico con forni, gora, frantoio e condutture idriche.
Alla metà del XVIII secolo si tentò di portare il minerale in Valsesia, per cui la fonderia della Piana del Ponte fu abbandonata e poi riattivata qualche anno dopo. Nel 1813 era in funzione solo la gora, mentre gli edifici protoindustriali furono riconvertiti al comparto agro-pastorale. Erano presenti ventun baite e, come dicevamo all'inizio, l'edificio principale divenne locanda, sino alle distruzioni dell'ultimo conflitto.
I ruderi furono recuperati solo nel 2005. Il primo progetto fu un campeggio e successivamente le baite furono attrezzate per diventare un rifugio di montagna, portando di nuovo vita alla Piana del Ponte.
A pochi minuti dalla Casa del Pescatore è possibile visitare il sito archeometallurgico di Rondolere che, con i suoi impianti non più modificati dopo il XVIII secolo, costituisce la rara testimonianza di un completo ciclo produttivo protoindustriale.
Le istallazioni comprendevano un altoforno e altre strutture legate al trattamento della magnetite per la produzione di utensili in ferro.
La scelta del sito cade su Rondolere per la vicinanza alle miniere di Pietra Bianca, dove veniva estratto il minerale, ma anche per l'abbondanza di legname da cui ricavare carbone per i trattamenti termici e soprattutto per la possibilità di convogliarvi acqua dal Sessera e sfruttare la forza idraulica per l'azionamento degli impianti.